Commovente omelia di Don Nocoń presso la tomba di San Giovanni Paolo II nell’anniversario della sua elezione al Soglio di Pietro

Commovente omelia di Don Nocoń presso la tomba di San Giovanni Paolo II nell’anniversario della sua elezione al Soglio di Pietro

16 octobre 2025

Come riferisce Wojciech Rogacin della redazione polacca di Vatican News:

«Alla Santa Messa nel 47º anniversario dell’elezione di Karol Wojtyła a Papa sono giunti nella Basilica Vaticana oltre cento sacerdoti e una moltitudine di fedeli provenienti dalla Polonia, che hanno riempito lo spazio dalla porta d’ingresso fino alla cappella di San Sebastiano, dove riposa San Giovanni Paolo II. Tra i presenti, anche i membri del coro dell’Università Maria Curie-Skłodowska di Lublino, che, dopo un viaggio di trenta ore dalla Polonia, hanno subito preso parte alla celebrazione, servendo con il loro canto. Nella concelebrazione erano presenti, tra gli altri, il cardinale Konrad Krajewski, Elemosiniere Pontificio, i vescovi ausiliari dell’arcidiocesi di Katowice – mons. Marek Szkudło, mons. Adam Wodarczyk, mons. Grzegorz Olszowski – e mons. Radosław Orchowicz, vescovo ausiliare di Gniezno. Era presente anche l’ambasciatore della Repubblica di Polonia presso la Santa Sede, Adam Kwiatkowski.»

Omelia di don Arkadiusz Nocoń

Grazie alla cortesia di don Arkadiusz Nocoń, pubblichiamo il testo integrale della sua omelia. Dal Vangelo del giorno (16 ottobre 2025)

«Manderò loro profeti e apostoli, e di alcuni di essi uccideranno e perseguiteranno.»

Ogni volta che il Popolo Eletto subiva l’oppressione o si allontanava da Dio – trascurando i Suoi comandamenti e commettendo bestemmie – Dio inviava un profeta. Questi, con coraggio e pubblicamente, senza riguardo per le persone, ammoniva e chiamava alla conversione.

  • Il profeta Natan rimproverò il re Davide per l’adulterio.

  • Il profeta Geremia denunciò i potenti per l’ingiusto trattamento dei loro sudditi.

  • Il profeta Michea condannò i giudici per la corruzione.

  • Il profeta Amos si levò contro l’usura disumana.

I profeti furono i primi difensori dei poveri, araldi della giustizia e risvegliatori delle coscienze.

Il profeta della speranza – San Giovanni Paolo II

Quarantasette anni fa, Dio inviò al nostro popolo un profeta della speranza. Allora eravamo circondati da un “Mare Rosso”: un sistema apparentemente invincibile. Gli studiosi ci dicevano che il comunismo era eterno, che nulla sarebbe cambiato. Ci sentivamo, come scrisse Dante, «nell’inferno – senza speranza».

Per questo solo chi visse quei giorni può comprendere pienamente cosa significò quella fumata bianca del 16 ottobre 1978, quel nome slavo pronunciato dal balcone della Basilica (“Wojtyła”), il rintocco della campana di Sigismondo sopra Cracovia e la Polonia intera, la prima Messa trasmessa in televisione dopo decenni di silenzio.

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