Incontro con il Papa e riunione del Consiglio della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II

Incontro con il Papa e riunione del Consiglio della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II

13 febbraio 2026

A Roma si sono concluse le sedute del Consiglio della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II, svoltesi nei giorni 11–12 febbraio. Il raduno è iniziato con la Santa Messa nella Basilica di San Pietro e con un incontro personale con Leone XIV. Alla riunione ha partecipato per la prima volta il cardinale Grzegorz Ryś che, in forza dello Statuto, esercita ex officio la cura pastorale sulla Fondazione.

La Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II è un’organizzazione ecclesiale non-profit che, ininterrottamente dal 1981 e sotto gli auspici della Santa Sede, gestisce diverse proprie istituzioni e numerose iniziative e progetti che promuovono nel mondo l’eredità del Papa polacco. La Fondazione è amministrata da un Consiglio di Amministrazione che si riunisce a Roma due volte all’anno.

Secondo lo Statuto della Fondazione, il card. Stanisław Dziwisz possiede un mandato permanente nel Consiglio, mentre ogni metropolita di Cracovia in carica esercita in esso la cosiddetta autorità superiore. Per questo motivo, nella seduta appena conclusa ha partecipato per la prima volta il card. Grzegorz Ryś, nominato alcuni mesi fa dal Santo Padre nuovo pastore dell’arcidiocesi di Cracovia. Al raduno hanno inoltre preso parte: mons. Paweł Ptasznik (presidente), mons. Sławomir Oder (vicepresidente), avv. Marek Markiewicz (segretario), Bogdan Chmielewski (consigliere dagli USA), Wojciech Halarewicz e don Michał Wilkosz (consiglieri dalla Germania), Henryk Rogowski (consigliere dalla Francia) e don Tomasz Szopa (consigliere dalla Polonia).

Primo giorno dei lavori

L’incontro è iniziato l’11 febbraio con l’Eucaristia presso la tomba di San Giovanni Paolo II in Vaticano, presieduta dal card. Ryś. Hanno concelebrato, tra gli altri, il card. Dziwisz, mons. Oder, sacerdoti legati alla Fondazione e i rettori della KUL e della UPJP2, con cui l’istituzione collabora da anni. All’Eucaristia erano presenti anche i membri del Consiglio, i dipendenti e gli amici della Fondazione, nonché le Suore del Sacro Cuore (Sercanki) impegnate nelle sue attività a Roma. Successivamente, durante l’udienza generale nell’Aula Paolo VI, i partecipanti alla riunione hanno incontrato personalmente il Santo Padre Leone XIV, che ha espresso gratitudine per l’opera della Fondazione e ha benedetto la sua futura attività.

Nel pomeriggio i direttori delle cinque unità gestite dalla Fondazione hanno presentato le proprie relazioni e i piani per il prossimo anno di lavoro: mons. Dariusz Giers (Segretariato Amministrativo), don Mateusz Wójcik (Casa del Pellegrino a Roma), don Jan Strzałka SCJ (Casa dello Studente a Lublino), don Mirosław Cichoń (Centro di Documentazione e Studio del Pontificato di Giovanni Paolo II a Roma) e don Tomasz Podlewski (Ufficio per i Media e gli Eventi).

Il primo giorno dei lavori si è concluso con gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni partner. Il primo è stato quello di don prof. Mirosław Kalinowski, rettore dell’Università Cattolica di Lublino, presso la quale la Fondazione realizza da decenni il proprio programma di borse di studio. Il rettore ha presentato i risultati di KUL nella promozione scientifica e mediatica dell’insegnamento di San Giovanni Paolo II e ha illustrato gli esiti delle ricerche sulla religiosità dei giovani. Successivamente il Consiglio ha incontrato il dott. Dariusz Karłowicz, fondatore e direttore programmatico dell’Istituto di Cultura di San Giovanni Paolo II presso l’Università Angelicum di Roma (alma mater di Giovanni Paolo II e di Leone XIV), nonché presidente della Fondazione San Nicola. La Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II e l’Istituto di Cultura Giovanni Paolo II a Roma sono oggi tra i partner strategici più stretti, realizzando insieme numerosi progetti significativi, come ad esempio gli studi “JP2 Studies” all’Angelicum, le Giornate di San Giovanni Paolo II nelle Università Pontificie di Roma, il ciclo pittorico “Dipingere il cattolicesimo di nuovo”, benedetto da Leone XIV lo scorso anno, e le escursioni in montagna per studenti.

Secondo giorno dei lavori

Il giorno successivo la seduta è iniziata con la Santa Messa mattutina nella chiesa di San Stanislao BM a Roma, dopo la quale sono state analizzate le relazioni e si è svolta una discussione sugli orientamenti dell’azione della Fondazione nel prossimo futuro. Tema centrale è stato il prossimo Giubileo del 45° anniversario della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II, che si terrà a Roma dal 19 al 22 ottobre 2026, quando ogni cinque anni si riunisce l’intero ambiente della Fondazione. Oltre al Consiglio, ai direttori e ai dipendenti, giungono allora a Roma simpatizzanti, benefattori e membri di decine di Circoli degli Amici provenienti da numerosi Paesi del mondo. Le celebrazioni sono occasione di integrazione dell’ambiente internazionale della Fondazione, di incontri della diaspora polacca e di uno sguardo comune al futuro dell’istituzione. Durante il precedente Giubileo, la comunità della Fondazione, composta da diverse centinaia di persone, è stata ricevuta in Vaticano da Papa Francesco. Anche quest’anno è prevista un’udienza con il Santo Padre. Inoltre sono programmati: una conferenza scientifica, una celebrazione eucaristica comune nella Basilica di San Pietro, un concerto, una serata di gala, lo svelamento di una targa commemorativa e altre iniziative di cui la Fondazione informerà nei prossimi mesi.

Altro tema importante è stata la prossima, terza edizione del Premio di San Giovanni Paolo II “Premio San Giovanni Paolo II”, che dal 2024 la Fondazione assegna a una persona o istituzione che traduce nella vita l’insegnamento di San Giovanni Paolo II e contribuisce così in modo concreto al miglioramento della situazione nel mondo. Il vincitore della prima edizione è stato il Centro di Giustizia e Pace Giovanni Paolo II in Uganda, fondato nel 2007 come risposta all’enciclica Ecclesia in Africa. L’istituzione combatte problemi sociali quali povertà, violazioni dei diritti umani, disuguaglianze e violenza contro donne e bambini. Il vincitore dello scorso anno è stato invece l’arcivescovo Jacques Mourad della Siria, rapito, torturato e miracolosamente liberato dalle mani dell’ISIS, che, ispirandosi allo spirito dell’incontro interreligioso di Giovanni Paolo II ad Assisi, da molti anni svolge un’azione generosa a favore della pace tra cristiani e musulmani. La gala del “Premio” si svolge nel Palazzo Apostolico in Vaticano. Ideatore del Premio e organizzatore delle sue prime due edizioni è don Andrzej Dobrzyński, dottore abilitato, che fino alla fine di ottobre 2025, per quasi 19 anni, ha diretto il Centro di Documentazione e Studio del Pontificato di Giovanni Paolo II a Roma, gestito dalla Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II. Presidente della Commissione del Premio è il card. Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

Nel corso dei due giorni di lavori il card. Grzegorz Ryś ha sottolineato che nei prossimi mesi desidera conoscere la Fondazione “in spirito sinodale”, discernere in profondità la sua missione e adeguare gli orientamenti della sua azione alle esigenze contemporanee, in fedeltà alla missione statutaria: la cura per la conservazione, la trasmissione e lo sviluppo dell’insegnamento e dell’eredità del Papa polacco; l’impegno a favore degli studenti; il sostegno alla cultura cristiana nello spirito dei valori cari a Giovanni Paolo II; e l’attenzione ai pellegrini e agli ambienti della diaspora polacca.

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