L’Amministratore della nostra Fondazione ha pronunciato l’omelia presso la tomba di San Giovanni Paolo II in Vaticano

L’Amministratore della nostra Fondazione ha pronunciato l’omelia presso la tomba di San Giovanni Paolo II in Vaticano

7 sierpnia 2025

L’Amministratore della nostra Fondazione ha pronunciato l’omelia presso la tomba di San Giovanni Paolo II in Vaticano

Come ogni giovedì mattina, anche oggi, 7 agosto, presso la tomba di San Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro in Vaticano, si è celebrata la Santa Messa in lingua polacca, che ha riunito numerosi pellegrini presenti a Roma e membri della comunità polacca.

L’Eucaristia odierna è stata concelebrata da circa 50 sacerdoti, tra cui il Cardinale Konrad Krajewski. La liturgia è stata accompagnata dal canto del Gruppo Folcloristico Regionale “Jakubkowianie” di Łososina Dolna, nella diocesi di Tarnów. L’omelia è stata pronunciata dall’Amministratore della nostra Fondazione, Mons. dr Dariusz Giers. Di seguito è riportato il testo completo del sermone di oggi.

Cari fratelli e sorelle, riuniti qui nella Basilica Vaticana e all’ascolto attraverso le emittenti radiofoniche,

nel Vangelo di oggi Gesù pone ai Suoi discepoli una domanda fondamentale: «Ma voi, chi dite che io sia?» A nome di tutti risponde Simon Pietro: «Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente». Gesù approva questa confessione, sottolineando che essa ha la sua origine nell’ispirazione divina e non nelle capacità intellettuali dell’apostolo. Questo è estremamente importante anche per noi, perché mette in evidenza i nostri limiti umani nel comprendere le cose di Dio e ci mostra che solo illuminati dalla potenza dall’alto possiamo proclamare: «Gesù è il Signore»; solo colmati dallo Spirito Santo possiamo annunciare le opere meravigliose di Dio.

Desidero far notare che la confessione di San Pietro, su cui Gesù fonda la Sua Chiesa, risuona in modo particolare qui, nella Basilica Vaticana, dove si trova la tomba dell’Apostolo. È il cuore di questo tempio, anche se non tutti i visitatori ne sono consapevoli. Non tutti sanno, ad esempio, che sul tamburo della cupola si trova un mosaico con le parole del Vangelo di oggi (cf. Mt 16, 18-19): «Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam et tibi dabo claves regni caelorum» (Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e a te darò le chiavi del regno dei cieli). Queste parole richiamano alla memoria il pescatore di Betsaida, scelto da Gesù per essere la roccia della Chiesa, e vengono ricordate dai Papi, successori di San Pietro, ogni volta che celebrano la Santa Messa sull’altare della Confessione.

Papa Francesco le interpreta così: «Sulle labbra di Simone Pietro appaiono parole che lo superano, parole che non derivano dalle sue capacità naturali. Forse non aveva terminato la scuola elementare, ma è in grado di pronunciare parole più forti di lui! Sono parole ispirate dal Padre celeste, che rivela al primo dei Dodici la vera identità di Gesù: Egli è il Messia, il Figlio inviato da Dio per salvare l’umanità. E in base a questa risposta Gesù comprende che, grazie alla fede donata dal Padre, esiste un fondamento solido su cui Egli può costruire la Sua comunità, la Sua Chiesa».

Il nostro amato Santo Padre Giovanni Paolo II, davanti alla

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